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Mappe emotive: localizzare il flusso esperienziale e mappare il flusso emotivoTra i temi dominanti di una psicologia delle performance vi è la mappatura del flusso esperienziale e del flusso emotivo che accompagnano l’azione e l’obiettivo. Si tratta di capire l’insieme di sensazioni viscerali ed intellettuali che rendono l’attività ed il fine piacevole o invece sgradito, per potervi intervenire con finalità formative e positive. Il solido emozionale di Plutchick[1], esposto di seguito, ci permette un primo avvicinamento. Figura 15 - Solido emozionale di Plutchick
Tabella 3 – Aree emotive
Il fatto di inquadrare le diverse forze in gioco, discernere le emozioni come intense, intermedie o deboli, di dare loro un’etichetta, permette di parlarne con maggiore specificità. Permette inoltre di localizzare meglio le diverse emozioni miste, le condizioni in cui sono compresenti più emozioni contemporaneamente, situazione simile a quella in cui in una stanza vi siano più radio accese che trasmettono più canzoni contemporaneamente. Decodificare i diversi segnali e uscire dalla confusione dei segnali e delle “voci” richiede strumenti di differenziazione, strumenti di analisi e ascolto raffinati. Nell’esempio, osserviamo un ulteriore modello di stati emotivi esistente in letteratura[2]. |